Quando parliamo di anemia sappiamo veramente di cosa si tratta?

Published: 04 February 2016 15:09

Quando sentiamo parlare di anemia pensiamo subito alla carenza di ferro. In realtà tale carenza fa riferimento al tipo di anemia più diffuso, quella così detta sideropenica. Infatti si definisce anemia (dal greco ἀναιμία, senza sangue) qualsiasi riduzione patologica dell’emoglobina (Hb) o dei globuli rossi nel sangue al di sotto dei livelli di normalità o, al massimo, può anche essere definita come una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno. I sintomi sono spesso vaghi e possono includere: sensazione di stanchezza, debolezza, pallore, mancanza di respiro o di una scarsa capacità di compiere esercizi. 

Vi sono tre principali tipi di anemia, classificati in base alla causa:
a causa di una perdita di sangue,
a causa di una ridotta produzione di globuli rossi,
a causa di maggior distruzione (emolisi) dei globuli rossi.

L’anemia può anche essere classificata in base alle dimensioni dei globuli rossi e alla quantità di emoglobina presente. Se i globuli rossi sono piccoli si parla di anemia microcitica, se sono grandi di anemia macrocitica e se sono di dimensioni normali di anemia normocitica. Negli uomini la diagnosi si basa su un valore di emoglobina inferiore a 130 o 140 g/L, mentre nelle donne questo valore deve essere inferiore a 120 o 130 g/L.

L’anemia è il disturbo del sangue più comune e che colpisce circa un quarto della popolazione mondiale. In particolare, l’anemia da carenza di ferro colpisce quasi 1 miliardo di individui e nel 2013 è stata la causa di circa 183.000 decessi, un dato in diminuzione dai 213.000 morti registrati nel 1990. Si riscontra più frequentemente nelle femmine rispetto ai maschi, tra i bambini, durante la gravidanza e negli anziani.

Spesso che soffre di anemia non se ne rende conto subito perché i sintomi possono essere vaghi o leggeri: in generale le persone con anemia accusano una sensazione di stanchezza o debolezza diffuse e quindi una sensazione di malessere generale che potrebbe essere ricondotto a una molteplicità di cause.

Per questi motivi come patologia va sempre presa in considerazione ed è sempre utile un accertamento in tal senso, ovviamente previo confronto con il proprio medico di fiducia.