Speciale 1 anno di Borsa: intervista ad Andrea Lacorte

Pubblicato: 20 Luglio 2018 12:29

Un primo bilancio e una serie di considerazioni del Presidente Andrea Lacorte, dopo un anno di quotazione in Borsa del Gruppo PharmaNutra.

 

 

 

Iniziamo con una valutazione prettamente personale di questi ultimi 12 mesi.

 

Posso ritenermi particolarmente soddisfatto, nonostante qualche piccola perplessità iniziale. Durante i primi mesi la Borsa non sembrava dare merito alle nostre performance, ma la mia era una preoccupazione precoce: la Borsa ti osserva con attenzione, valuta non solo nel breve periodo, e noi nel frattempo abbiamo continuato a comunicare ottimi risultati, notizie rassicuranti ed investimenti riusciti. A partire dal 2018 infatti c’è stato un apprezzamento importante anche da parte del mercato. Il bilancio quindi è positivo. Se si considera l’andamento del titolo da inizio anno ad oggi, il Gruppo ha registrato numeri importanti, ben oltre tutte le altre aziende dell’AIM e la media della Borsa Italiana, numeri che derivano da un’economia reale, della produzione e vendita di beni di salute.

Guardando al futuro, ci sono basi più che solide per continuare a migliorare: abbiamo tante novità in serbo, numeri che crescono e idee pronte per essere concretizzate. Siamo i primi ad investire in PharmaNutra, pertanto sappiamo bene quali sono gli interessi degli investitori e confidiamo che i mercati continueranno ad apprezzare il nostro lavoro.

 

 

PharmaNutra è concretezza, innovazione tecnologica e ricerca scientifica: è una definizione corretta?

 

Sì, siamo un’azienda che definirei di “sostanza”, nel senso che il nostro obbiettivo è portare sul mercato soluzioni concrete grazie a prodotti innovativi e unici. Questo ci porta ad essere molto ottimisti per il futuro perché abbiamo numerose ricerche scientifiche in corso, la maggior parte delle quali si prospetta straordinariamente promettente. In un certo senso il bello deve ancora venire. Stiamo proponendo sul mercato nuovi prodotti, realizzati con le nostre tecnologie, e stanno avendo molto successo, come ad esempio UltraMag®, che ad oggi risulta il miglior lancio sul mercato di sempre per PharmaNutra. In questo caso la Tecnologia Sucrosomiale®, alla base del successo nazionale e internazionale dei prodotti della gamma SiderAL®, è stata applicata al magnesio.

 

 

A proposito dello straordinario successo della Tecnologia Sucrosomiale®: era atteso a questi livelli?

 

Personalmente non sono sorpreso, perché da nutrizionista so bene quanto sia scientificamente valida. E sono estremamente confidente nel fatto che sia possibile applicarla, come delivery system, anche ad altri principi attivi. Si tratta di convincimenti personali, che ovviamente dovranno essere supportati in maniera corretta e canonica da evidenze cliniche e scientifiche, ma io ci credo. Per quanto riguarda la Tecnologia Sucrosomiale® la nostra ricerca continua perché ci sono continui stimoli a migliorare e a portare la scienza di PharmaNutra ad un livello sempre più alto.

 

 

La crescita in Borsa è anche la crescita di un’azienda: numeri, personale, rete vendita…

 

Si, ed è tutto all’insegna del 20: il 20% in più di personale che lavora con noi, una crescita del 20% del fatturato, anno su anno, con profitti attestati su questa cifra. Così come continuiamo ad investire nella crescita, soprattutto in R&D, il nostro asset strategico. Anche quest’anno il contributo degli investimenti sarà particolarmente importante, un dato di cui sono molto fiero.

 

 

Prospettive future per PharmaNutra?

 

Mi aspetto una crescita sempre più positiva dei mercati internazionali, in primo luogo dei mercati europei. Vedo la conferma del nostro vantaggio tecnologico, perché quello che abbiamo realizzato in questi anni e che stiamo portando avanti è un lavoro incredibile, come il gruppo di persone che vi ha contribuito e che continua a crescere. Infine, in un futuro non tanto lontano vedo il salto verso il mercato principale, MTA o Star Market. Adesso sarebbe forse prematuro, ma siamo inevitabilmente indirizzati su questa strada.

 

 

La quotazione in Borsa che tipo di miglioramenti o di criticità ha portato nella gestione aziendale?

 

Entrare in Borsa significa assistere ad una crescita esponenziale dei carichi di lavoro dal punto di vista amministrativo, ma è una situazione inevitabile perché è giusto che gli investitori siano salvaguardati. Per PharmaNutra è cambiato poco, perché è un modus operandi che abbiamo sempre portato avanti. La quotazione in Borsa è un’operazione che necessità comunque di affinamenti, motivo per cui abbiamo assunto il CFO, il Dott. Francesco Sarti, che ci aiuterà nell’ottimizzazione delle procedure aziendali interne. Abbiamo con noi un gruppo ragazzi con un’abnegazione e una passione incredibili, una base umana di grandissima qualità, ma quando il business cresce in fretta, è necessario adeguare la struttura a questi cambiamenti.

 

 

PharmaNutra è Made in Italy al 100%: anche questo è un motivo di orgoglio?

 

Sì, personalmente non sono mai stato un nazionalista, anzi, da giovane ero un vero esterofilo, ma con il tempo mi sono reso conto che noi italiani possiamo fare cose che nessuno al mondo è in grado di fare: abbiamo inventiva, estro, gusto e poliedricità, qualità che sono difficili da trovare altrove. Per questo provo sempre un certo dispiacere quando vedo gruppi italiani importanti cedere l’attività a delle compagnie multinazionali, ma questo può dipendere da tanti aspetti purtroppo. Il risultato è che tanto orgoglio italiano rischia di perdersi, perché quando un’azienda passa di mano il cambiamento è evidente ed è quasi inevitabile perdere la propria identità. Quindi noi PharmaNutra ce la teniamo stretta…

 

 

In futuro ci sono in cantiere (è il caso di dirlo) grandi aspettative, a partire dalla realizzazione di un progetto particolarmente ambizioso.

 

In questo senso stiamo definendo alcuni investimenti importanti nell’ambito R&D, che porteranno anche ad ampliare la produzione in house, grazie alla costruzione di un nuovo Centro di Ricerca. Definire adesso dei tempi è prematuro, possiamo solo dire che questi progetti stanno diventando sempre più concreti con il passare dei mesi.